Aggiornamento del 15 Novembre 2016 – Da quando ho scritto questo post ad oggi le cose sono cambiate, per cui non posso più ritenere questo articolo valido. Ho quindi scritto un nuovo articolo in cui affronto nuovamente l’argomento pubblicità su Facebook.
Grazie per l’attenzione.


La pubblicità su Facebook è essenziale e funziona bene, quando hai una buona targetizzazione di base. Questo non toglie però che ci siano problemi con il sistema attuale, uno dei quali è il problema dei like fasulli. Questa volta però non sto parlando delle like-farm in cui i like si comprano “un tanto al chilo”, ma sto proprio parlando dei like fasulli che lo stesso Facebook mi proprone con i suoi Facebook Ads targetizzati.
Di questo problema ne aveva parlato anche lo Youtuber Veritasium giusto due anni fa.

Nel 2014 il problema degli account fake su Facebook era altissimo, ma nel 2015 Facebook ha fatto pulizia e molte pagine hanno visto riducersi i loro fan: gli utenti non esistenti venivano cancellati. In questo periodo avevo differenti campagne di advertising attive su Facebook e non ho avuto problemi di sorta almeno fino a tre settimane fa.

Il caso

C’è una cosa che dovete sapere: solitamente non faccio campagne advertising per i like, preferisco invece investire su altre tipologie di pubblicità. Il mio caso è in particolare su tre post che ho messo in evidenza per ottenere più engagement.

Il primo post sponsorizzato – E’ stato pubblicato un post del blog che raccoglieva risorse utili. Senza sponsorizzazione era diventato semi-virale per i miei standard, per cui ho deciso di provare ad investire qualche euro per sponsorizzarlo. Il post era facile da digerire e la campagna è stata un successo: non solo ho avuto tante condivisioni al post, ma ho anche aumentato i like totali della pagina e in generale mi è sembrata positiva.

Quando si mette in evidenza un post, succede una cosa “strana“: improvvisamente l’engagement degli altri post cala. Me lo aspettavo. Questo è il mio amico Mark che mi fa un’offerta che non potrò rifiutare. “Compra altra sponsorizzazione” mi sussurra, mentre mi taglia la reach come una testa di cavallo.

Il secondo post sponsorizzato – La prima sponsorizzazione era andata bene, per cui ho pensato di aver trovato il pubblico giusto a cui mostrare un nuovo post. Il target del primo post erano uomini e donne dai 25 ai 50 anni, appassionati di web e di marketing, residenti in Italia. Il secondo articolo che ho messo in evidenza non è digeribile come il primo, ma in fondo è comunque pensato per un pubblico targetizzato.
I risultati: ho 43 like, 26 clic al sito e un commento per un totale di 3789 persone raggiunte. Budget 6 euro: usato tutto.
Alcuni like mi hanno resa dubbiosa quindi ho deciso di analizzarli e alla fine li ho divisi in gruppi.

  • Italiani non in target: 12 like.
    Quando parlo di italiani non in target intendo dire: persone chiaramente al di sotto di 25 anni, persone italiane non residenti in Italia e persone che è chiaro che il web marketing non è una cosa tra i loro interessi
  • Stranieri non residenti in Italia: 8 like.
  • Stranieri che dicono di viere in Italia ma non ci credo: 7
    Alcune persone con nomi stranieri hanno impostato città italiane come luogo di residenza, ma sono sicura che non siano residenti in Italia perché tra i loro amici non c’è neanche un italiano o un altro residente italiano
  • Dubbiosi: 2
    In questa categoria ho messo gli italiani che non mi sembrano in target, ma non posso dirlo con certezza

Dopo aver analizzato i like mi rendo conto che sono solo 14 i like che davvero mi interessano su 43. Di questi 14 like, sono 4 quelli che arrivano da persone già connesse con la pagina. Totale like “buoni” e puliti: 10 su 43.
A questo punto mi partono i dubbi. Forse ho targetizzato male? Però mi sembra strano, perché il pubblico è lo stesso della prima sponsorizzazione che era andata male. Inoltre il solo fatto che la mia campagna sia targetizzata in Italia dovrebbe togliermi le persone straniere quanto meno e invece qui ho 8 like.
Decido di riprovarci.

Il terzo post sponsorizzato – Comincio creando una nuova campagna, la faccio più targetizzata. Voglio andare su persone italiane che parlino italiano, che abbiano tra gli interessi web marketing e social media marketing, che siano SEO, Social Media Manager, Community Manager… L’articolo che voglio mettere in evidenza parla di Social TV, quindi aggiungo anche questo come interesse.
A prima vista il terzo post sembra piacere di più: 117 Like, 6244 persone riaggiunte. Vediamo i like in dettaglio

  • Italiani fuori target: 37
    Anche in questo caso tra gli italiani fuori target troviamo persone sotto i 25 anni, italiani ma residenti all’estero, persone che non hanno a che fare con il web marketing neanche per sbaglio, persone che non parlano italiano. Sono stata abbastanza positiva nella stima degli italiani fuori target
  • Stranieri che dicono di viere in Italia ma non ci credo: 12
  • Italiani dubbiosi: 16
  • Stranieri non residenti in Italia: 9
  • Italiani fuori target che hanno fatto like al mio secondo post: 3

Anche in questo caso 4 dei 117 like arrivano da persone che già hanno fatto like. Alla fine di 117 like solo 52 sono interessanti. Rispetto alla seconda campagna, questa terza è andata meglio ma ci sono ancora troppe cose che non tornano.

Cosa fare?

Questo è il grosso problema. Facebook manca di un servizio clienti a cui porter inoltrare richieste. C’è il forum per gli utenti, ma ottenere una risposta è difficile, se non impossibile. Qualcuno, pochi eletti, ha dei contatti dedicati, ma anche in questo caso non si ottengono risposte se non prima di due o tre settimane.
Non ho soluzioni in questo senso. Non mi sento di sconsigliare le campagne su Facebook, perché rimangono nonostante tutto utili, ma in questo momento ho dei grossi dubbi. Sto aspettando giorni migliori, diciamo. Nel frattempo si può sempre lavorare su altri fronti.

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